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Dell’olio di palma si è detto parecchio, le controversie su di lui sono sempre all’ordine del giorno, ma cosa si nasconde davvero dietro al fenomeno che mette in prima linea ambientalisti e nutrizionisti contro le grandi multinazionali?

Che cos’è e da dove proviene

Questo gettonatissimo ingrediente è un olio vegetale ottenuto dalla palma da olio, la Elaeis guineensis, la più remunerativa specie vegetale a rapida espansione dell’ultimo decennio. Si stima che l’area dedicata alla coltivazione di olio di palma sia raddoppiata negli ultimi dieci anni e la sua produzione equivalga al 65% degli altri oli vegetali in commercio.

 

L’olio di palma è dannoso? Non più del burro!

Per quanto sia forse questo il tema più navigato dalla stampa non esistono studi scientifici sulla dannosità dell’olio di palma. Per meglio dire, le ricerche effettuate non ne comprovano la pericolosità ma viene paragonato al più comune burro, un grasso di derivazione animale.
La sua dannosità non starebbe tanto nel suo utilizzo quanto ai metodi per far largo alle piantagioni per ottenerlo.

Un Pianeta in pericolo

L’ingente danno dell’olio di palma è tutto ambientale; la deforestazione è infatti un problema che colpisce tutto il mondo. Il metodo più rapido e a basso costo utilizzato per il disboscamento è il fuoco, bruciando ettari di foresta per far spazio alle coltivazioni delle palme da olio vengono distrutti importanti ecosistemi garanti della biodiversità. Nonostante l’olio di palma non sia la prima causa della deforestazione globale (le prime protagoniste sono le industrie produttrici di legname e le seconde quelle della carta) gioca lo stesso un ruolo importante sul futuro delle foreste del nostro pianeta.

Le piantagioni dell’olio di palma

I territori interessati, quelli dove il problema della deforestazione è significativo sono: Indonesia, Malesia, Papua Nuova Guinea e zone limitrofe. Sono proprio questi gli stati coinvolti nell’ingente perdita di foresta a cui si aggiunge anche il drenaggio delle foreste su torbiere (le torbiere sono terreni intrisi d’acqua, il drenaggio altro non è che la loro bonifica idraulica) presenti nella parte sud orientale dell’Asia. Per far largo alle palme da olio, anche con coltivazioni illegali, si calcola che sono stati coinvolti 37 dei 41 parchi naturali in cui sono presenti. Non solo, il drenaggio delle torbiere causa l’immissione di importanti quantità di metano e CO2 nell’atmosfera, gas responsabili dell’effetto serra.

Si può produrre l’olio di palma in modo sostenibile?

L’industria dell’olio di palma ha creato centinaia di migliaia di posti di lavoro nei paesi coinvolti, gli interessi economici sono importanti per poter arginare con facilità questo fenomeno in espansione. Alain Rival e Patrice Levang sostengono che vi siano dei metodi più sostenibili, meno impattanti sull’ambiente (ma non una soluzione), nella pubblicazione Palms of controversies. Gli approcci possono essere diversi, come lo sviluppo a mosaico o la pianificazione ecologica del territorio dove non sono previsti sconsiderati abbattimenti di milioni di chilometri quadrati di foresta tropicale.
Quale sarà il futuro dell’olio di palma e del suo impiego ancora non ci è dato saperlo ma fare alcune riflessioni su quanto questo ingrediente sia presente tra i nostri alimenti e ciò che sta provocando nel mondo è doveroso.