Voglio fare l’orto sul balcone: e se c’è troppo smog?
Vogliamo il pane, ma anche le rose, e se possibile pomodori e insalate sul balcone. Per mangiare qualcosa cresciuto sotto i nostri occhi e grazie alle nostre mani e per essere sicuri che sia sano. Già, sano: e se viviamo in città, sarà consigliabile coltivare (e mangiare) ortaggi sul balcone di casa? Non sarà che poi lo smog ci rovina tutto?
“Coltivare da soli ciò che mangiamo – spiega Stefano Pissi, agronomo e fondatore dell’associazione Gli Ortisti - oltre a divertirci e insegnarci tante cose, ci permette di scegliere almeno tre elementi importantissimi per la crescita delle piante: il terreno, l’acqua e il concime. Su questi esercitiamo il nostro controllo e siamo sicuri che quando ci mangiamo i pomodori nati sul balcone di casa nostra non sono stati piantati in terreni pieni di inquinanti o annaffiati con acque che possono attentare alla salute o trattati con prodotti che non vogliamo. Certo, lo smog esiste e i nostri ortaggi non ne saranno immuni. Ma allora dovremo controllare ogni campo in cui sono stati coltivati gli ortaggi che compriamo. Non credo che provengano tutti da campagne incontaminate…”. Per non rischiare di abbandonare la coltura casalinga e ritrovarsi poi a mangiare ortaggi coltivati ai bordi delle autostrade, basta un po’ di buonsenso: coltiviamo il più lontano possibile dall’inquinamento, ma coltiviamo, e nutriamo le nostre piantine nel modo più sano. E se il balcone o l’orto non bastano, cerchiamo di acquistare cibi che provengono da aree non inquinate.
Foto: Flickr Bad Alley