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I 5 vantaggi della consociazione

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I 5 vantaggi della consociazione

Avete mai sentito parlare di consociazione? Se vi sembra un parola che ricorda il termine “società”, siete sulla strada giusta. Se però non capite cosa possa avere a che fare con gli ortaggi, vi consigliamo questa lettura.


In natura raramente i vegetali crescono solitari, anzi di solito vivono in comunità e devono condividere lo spazio con altri, per lo più di specie diversa. Il quadro che ne deriva può tradursi in una competizione tra le piante, dove chi vince sopravvive e si sviluppa, oppure in una sorta di collaborazione costruttiva in cui ogni singolo individuo trae vantaggio dalla comune convivenza.

 

Dall’osservazione di queste dinamiche si è sviluppata in agricoltura la tecnica della consociazione, ovvero la creazione di “società” vegetali efficienti in termini produttivi. In pratica essa consiste nella coltivazione contemporanea, sullo stesso terreno, di due o più ortaggi differenti che insieme danno vita a una sinergia che rende l’orto, nel suo complesso, più produttivo.

Prima di entrare più nel dettaglio di come realizzare una consociazione efficace, vediamo quali sono i 5 principali vantaggi che questa tecnica porta a noi e al nostro orto.

 

1) Collaborazione diretta tra specie diverse

Durante il loro ciclo, le piante assorbono dal terreno quanto utile al loro sviluppo e contemporaneamente rilasciano varie altre sostanze che, se possono risultare tossiche per alcune specie, possono invece rappresentare un utile contributo all’accrescimento di altre.

L’esempio classico di questa interazione è senz’altro la consociazione con le leguminose. Queste, in simbiosi con particolari batteri, riescono a di trasformare chimicamente l’azoto presente nell’aria e ad immagazzinarlo nel suolo; dato che non assorbono tutto quello che trasformano, una quota resta disponibile per le altre piante.


2) Collaborazione indiretta tra specie diverse

In alcuni casi una specie può aiutarne un’altra semplicemente rendendole più semplici alcune fasi del ciclo. Consociando ad esempio piante a elevato vigore vegetativo con altre che non soffrono per lo spazio sottratto, è possibile sfruttare l’ombra delle prime come schermo dall’eccessiva luce solare per le seconde. Quest’astuzia può rivelarsi molto utile nelle aree a forte irraggiamento durante i mesi più caldi. Oppure è possibile anche abbinare temporaneamente piante che faticano a germinare in terreni tenaci, con altre più “forti”, che rompono la crosta superficiale, per una più agevole emergenza delle prime.


3) Difesa naturale

Alcune specie come aglio, ortica, peperoncino e pomodoro - solo per citarne alcune - hanno, verso certi parassiti, un effetto repellente. Coltivando insieme una pianta da difendere con una ad azione repulsiva, si possono ottenere dei buoni risultati per tutta la durata della coltivazione contemporanea e si riduce la necessità di ricorrere a prodotti fitosanitari.


4) Maggiore produzione

Uno dei vantaggi più importanti della consociazione è sicuramente lo spazio. Riflettete: se si desidera diversificare il proprio orto coltivando differenti orticole, è necessaria una quantità di superficie di cui spesso non si dispone. La consociazione di più specie sul medesimo terreno permette la coltivazione di vari tipi di ortaggi con un complessivo incremento della propria produzione.


5) Protezione del terreno

La consociazione tra due specie può non essere contemporanea per tutto il ciclo di coltivazione e, a una specie giunta a maturazione, ne può subentrare una nuova. Applicando questa tecnica in modo concatenato, l’orto risulta sempre occupato e la vegetazione copre il terreno più a lungo. Così facendo il suolo ne trae vantaggio perché risulta sempre protetto dall’erosione dei fenomeni atmosferici.

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Conoscere l'elenco delle piante che si consociano, e quelle non, sarebbe molto utile.
279 giorni fa
OOOOO...finalmente un post che apre gli occhi al mondo!!! Cito "introduzione alla permacultura" G I L DE Le gilde sono costituite da strette associazioni di specie raggruppate attorno a un elemento centrale (pianta o animale). Tale associazione opera principalmente in relazione all'elemento centrale favorendone la crescita, facilitandone la gestione e mitigando eventuali fattori ambientali avversi...  Altro
OOOOO...finalmente un post che apre gli occhi al mondo!!! Cito "introduzione alla permacultura" G I L DE
Le gilde sono costituite da strette associazioni di
specie raggruppate attorno a un elemento centrale
(pianta o animale). Tale associazione opera principalmente
in relazione all'elemento centrale favorendone
la crescita, facilitandone la gestione e
mitigando eventuali fattori ambientali avversi.
Ormai da lungo tempo si pratica la coltivazione
consociata di piante reciprocamente benefiche e si
seminano miscugli di semi di specie diverse la cui
coltivazione dà risultati positivi. Da qui discende il
concetto di gilda, che si basa sull'associazione di
specie diverse che siano di beneficio reciproco (o
quanto meno la cui convivenza non produca effetti
avversi). I benefici possono essere:
-Riduzione della competizione da parte degli
apparati radicali delle infestanti.
Quasi tutti gli
alberi da frutto coltivati prosperano su un terreno
ricoperto da un tappeto erboso, purché non si tratti
di infestanti. La consolida, per esempio, non
entra in competizione con le radici superficiali
degli alberi; inoltre, produce pacciame e quando
muore in inverno nutrimento per i lombrichi. I
bulbi primaverili (genere Allium e narcisi) muoiono
in estate e non competono con gli alberi per
l'acqua durante i periodi di aridità estiva.
Protezione da gelo, eccessiva insolazione ed
effetti disseccanti del vento. Ne sono un esempio
le siepi e le recinzioni costituite da alberi e arbusti
rustici che proteggono dai venti forti e alberi sparsi
che forniscono una parziale ombra a colture
come caffé e cacao.
Produzione di sostanze nutritive sotto forma
di leguminose annuali (arbustive o arboree).
Contributo al controllo dei parassiti grazie
alla produzione di sostanze repellenti (il tagete
rilascia nel terreno sostanze che tengono lontani
alcuni tipi di nematodi); numerose specie ospitano
o attraggono insetti predatori (ombrellifere quali
aneto, carote e finocchio); alcune specie animali
(es. le galline) si possono utilizzare per ripulire il
terreno dalla frutta caduta, al cui interno sisviluppano
parassiti.
Quest'ultimo aspetto è particolarmente interessante
per quanto riguarda il controllo dei parassiti
dell'orto, del frutteto e dei seminativi. Nelle colture
miste sono di grande importanza le interazioni
tra piante e parassiti. E proprio in base a queste
interazioni positive o negative, le specie vegetali si
possono classificare come segue:
Piante insettarie: la pianta funge da ospite
(come fonte di nutrimento) di insetti predatori dei
parassiti delle colture.
Piante sacrificali: i parassiti attaccano di preferenza
queste piante senza arrivare a impedirne la
maturazione dei semi. In questo modo, queste
piante salvano le colture vicine da attacchi parassitari
particolarmente virulenti.
Piante ospiti permanenti: i parassiti svernano
0 vivono su questo tipo di pianta, riuscendo così a
riprodursi in popolazioni più vaste (per esempio i
parassiti degli agrumi, finita la stagione di maturazione,
sono ospitati dagli oleandri).
Piante che attraggono predatori o impollinatori:
vi sono piante coltivate o da siepe che producono
fiori per nutrire predatori adulti (ad esempio
il grano saraceno coltivato in mezzo o attorno alle
fragole).
Piante trappola: alcune piante possono attrarre
e uccidere parassiti ovvero i parassiti possono
essere catturati o uccisi su queste piante.
Queste importanti funzioni sono svolte da alberi,
arbusti, fiori e rampicanti. Grazie all'attenta
scelta delle specie utilizzate per le siepi è dunque
possibile ottenere un sostanziale controllo dei
parassiti.
Se abbiamo un sistema con diverse specie vegetali
e animali e diversi habitat e microclimi si riducono
le possibilità che insorgano situazioni fitopatogene
dannose. La presenza di piante diverse
rende difficile lo spostamento veloce dei parassiti
da una pianta all'altra dello stesso tipo. E anche
quando si registra un'avversità parassitaria particolarmente
violenta, per esempio viene attaccato un
determinato albero, gli insetti predatori percepiscono
tale proliferazione di parassiti come presenza
di una fonte concentrata di cibo e si raccolgono
anch'essi su quella pianta per trarne vantaggio.
Mentre la monocoltura concentra il nutrimento per
1 parassiti, nella policoltura i parassiti diventano
essi stessi una fonte concentrata di cibo per i loro
predatori.
279 giorni fa
Sulla mia bacheca ho postato alcune consociazioni conosciute
279 giorni fa
Potreste implementare l'editing dell'orto per la versione sinergica, con più varietà consociabili nello stesso recipiente... uno spunto ;)
278 giorni fa
Ho trovato in rete un utile documento sulla consociazione...
http://www.eb-tv.it/ORTO/PDF/LA%20CONSOCIAZIONE%20TRA%20GLI%20ORTAGGI.pdf
275 giorni fa
Concordo con Nicola! Anch'io, praticando molte consociazioni e consociando erbacee con alberi da frutta, ho difficoltà a descrivere graficamente il mio giardinorto. Comunque la nuova app tridimensionale è bellissima!
256 giorni fa
Grazie Fbi1981! If you read English, you may check this out too: http://www.ghorganics.com/page2.html
256 giorni fa
... and the handy Companion Planting Wheel: http://pinterest.com/pin/985231139066674/
256 giorni fa
aiuto ,non so da dove iniziare
255 giorni fa
ciao Anna...siamo nella stessa barca...o dovrei dire orto?.. serve buona volontà e suggerimenti produttivi...e questo mi sembra il posto giusto
254 giorni fa
Mostra gli altri 10 commenti
Io sono nato vicino il mare, ho dovuto sposarmi per dedicarmi (come hobby) al giardinaggio invece della pesca. Devo ammettere che coltivare gli ortaggi mi appassiona
254 giorni fa
Io coltivo il mio orto da qualche anno ma non sempre i risutati sono sodisfacenti
247 giorni fa
Noi invece a giugno abbiamo iniziato con l'esperienza di un orto sinergico... e i risultati sono stati e sono tutt'ora ottimi...:-)
235 giorni fa