Tra meraviglie e cimeli viventi: viaggio negli Orti Botanici del Belpaese
Iniziamo oggi un viaggio nei giardini storici e orti botanici che ingentiliscono le nostre città o arricchiscono di rarità vegetali le tenute di palazzi e dimore storiche d’Italia.
Se sei appassionato di piante, ti consigliamo di riservare sempre nei tuoi viaggi una visita a questi “concentrati” di verde e biodiversità, regalandoti momenti di entusiasmo e stupore in giardini che da sempre custodiscono collezioni sterminate di piante rare originarie di ogni parte del mondo, alcune delle quali pluricentenarie o di specie quasi estinte.
Gli orti botanici disseminati per il Paese godono di una tradizione secolare che li lega all’attività di ricerca di molte università e di raccolta e scambio di semi tramite le banche del germoplasma: spesso traggono origine dai più antichi Orti dei Semplici, che un tempo ebbero diffusione nei monasteri per la coltivazione di piante aromatiche e officinali, utili in farmacia come in cucina.
Nascosti negli angoli più impensati del Paese, i giardini botanici sono una gioia per gli occhi nei diversi momenti dell’anno, ma soprattutto nel periodo di massimo rigoglio primaverile - quando è possibile apprezzarne la varietà di colori e il profumo dei fiori - o viceversa in autunno, per osservare le diverse nuance delle foglie caduche, frammiste ai cromatismi di bacche e sempreverdi.
Abbiamo scelto gli Orti Botanici di Trieste, Padova e Palermo per i primi post del nostro viaggio italiano.
Verde vintage: l’Orto Botanico di Trieste
Nel segno della conservazione e della biodiversità il giardino annesso al Museo di Storia Naturale di Trieste oggi è un’isola felice, cittadina e un po’ vintage, dove prosperano piante officinali, tintorie e tessili, varietà ornamentali, orticole locali, piante succulente, acquatiche e palustri, flora spontanea del territorio: il tutto organizzato in percorsi didattici a tema. Se ami riconoscere le piante spontanee da cucinare e portare in tavola, ti segnaliamo la sezione dedicata alla fitoalimurgia (alimentazione con piante spontanee) ricca di suggerimenti e organizzata in base ai diversi ambienti naturali di crescita delle singole specie commestibili. Vasche di ogni tipo compongono gli stagni e ospitano tra le diverse specie di piante acquatiche una meravigliosa collezione di fiori di loto (Nelumbo sp.), la cui piena fioritura regala in luglio ed agosto petali di seta dalle brillanti sfumature. Come accade in molti giardini storici, anche qui non manca la componente esoterica: nel “Florilegio di piante magiche”, un’aiuola concepita su simbolismi e suggestioni iniziatiche raccoglie attorno a una fontana una selezione di piante legate al lato mistico, mitologico e magico dell’uomo e del suo rapporto con la natura. Tra le curiosità puoi visitare:
● "Tinte d'erbe”, la collezione di piante usate dai tintori;
● una sezione dedicata alle piante coltivate nella storia dell’uomo per usi alimentari, tessili o cosmetici;
● “l’Orto dei veleni”, percorso guidato tra le particolarità delle piante tossiche e delle loro proprietà terapeutiche.
Lungo il perimetro dell’orto crescono collezioni di piante fiorite ornamentali (rosa, viola, ortensia, edera, elleboro, hosta, peonia) e bulbose a fioritura primaverile e autunnale. Il giardino dedicato alle piante officinali riproduce l’elenco delle piante iscritte alla Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana, integrato con quelle citate in studi storici e di etnobotanica. Nato nel 1842 per sperimentare l’introduzione del pino nero austriaco e per accogliere alcune piante rare provenienti da un antico Orto Farmaceutico della zona, il Civico Orto Botanico di Trieste iniziò ad ampliarsi con una ricca collezione di specie endemiche, raccolte sulle Alpi Giulie, in Istria e Dalmazia da un botanico di discreta fama, Muzio de’ Tommasini (1794-1879) che vi creò un vero e proprio istituto scientifico e lo concesse al “pubblico passeggio”. Ai primi del ‘900 l’orto botanico venne annesso al Museo di Storia Naturale. Oggi il giardino custodisce come altre istituzioni una banca del germoplasma e periodicamente ne pubblica l’elenco di sementi (Index Seminum) che viene inviato per scambi gratuiti a orti botanici e istituti scientifici nel mondo.
Per informazioni: Sito di Trieste
Tiziano Codiferro è anche su blog.codiferro.it