Se la Natura è oversize: l’Orto Botanico di Palermo
"Tutte le piante che io ero abituato a vedere imprigionate entro grandi vasi, qui vivono gaie e libere sotto il libero cielo..." (Viaggio in Italia, J.W.Goethe).
Baciato dalla sorte di un clima mite e propizio per un’infinità di colture, da oltre duecento anni l'Orto Botanico di Palermo più che un giardino è da considerarsi un vero e proprio museo vivente di 10 ettari; una delle più autorevoli istituzioni europee, da sempre visitata da letterati ed artisti, la cui estrosa ricchezza sta nella varietà di esemplari ospitati e nella monumentalità di alcune piante.
Più di 12 mila specie arricchiscono le collezioni botaniche, divise in due settori principali: uno storico e corrispondente al progetto più antico, attorno all’edificio settecentesco del Ginnasium, ordinato secondo il sistema sessuale di Linneo; l’altro più recente e vicino al Dipartimento dell’Università di Palermo, disposto secondo il sistema di Engler, basato sui rapporti filogenetici delle diverse famiglie botaniche.
Il giardino e le costruzioni destinate alla ricerca sono originali del 1789, creati su progetto dell'architetto francese Dufourny. Istituito nel 1795 dall'Università degli Studi, questo centro sperimentale è stato il nucleo storico degli studi accademici di Botanica e della diffusione in Italia e in Europa di una quantità importante di utili specie vegetali e piante officinali, tra le quali ricordiamo il mandarino (Citrus deliciosa), il ramiè (Bohemeria nivea), l’aleurite (Aleurites moluccana), la soia (Soja hispida), il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica).
Nei viali di quello che è un giardino tra i più estrosi e importanti di Europa, o inserite tra le collezioni di piante mediterranee e specie esotiche di origine sudafricana, sudamericana e australiana, secondo la moda dell’epoca trovano posto statue e sfingi, bassorilievi e busti dedicati a naturalisti illustri del passato, oltre a serre in ghisa della metà dell’800.
In fondo al viale centrale merita una visita l’Aquarium, un bacino formato da tre settori concentrici che ospita varie specie di ninfee, piante palustri e il loto indiano (Nelumbum nucifera).
Un meraviglioso canneto composto da varie specie di bambù, tra le quali lo spettacolare Dendrocalamus giganteus, papiri egiziani e Iris pseudoacorus, circonda la vasca e precede una collinetta, dalla quale s’intravede una collezione di succulente con un bell’esemplare di drago delle Canarie (Dracaena draco).
Tra le infinite curiosità botaniche di questo rigoglioso gioiello verde ti consigliamo la falsa Cannella (Pimenta acris) il falso Kapok o albero bottiglia (Chorisia speciosa), l’albero del sapone (Sapindus mukorossi) e la mimosa sensitiva (Mimosa spegazzinii); durante la visita al giardino avrai modo di ammirare una collezione di piante tropicali molto conosciute ma difficili da vedere alle nostre latitudini, come il caffè (Coffea arabica), la manioca (Manihot utilissima), la papaia (Carica papaya), il sicomoro (Ficus sycomorus), la canna da zucchero (Saccharum officinarum).
Infine, se perso tra le importantissime collezioni di palme, cicadee, mimosacee, agrumi (rutacee) cactacee vuoi vedere la pianta più alta dell’Orto, cerca l’Araucaria columnaris; trova il gigantesco Ficus macrophylla subsp. columnaris (F. magnolioides) con le sue radici aeree, se vuoi scoprire l’esemplare più grande del giardino.
È un luogo questo da attraversare con la mente sgombra e con i sensi attenti, passeggiando sospesi nel tempo come i viaggiatori dell’800.
Tiziano Codiferro è anche su blog.codiferro.it