Dove regna la Palma di Goethe: L’Orto Botanico di Padova
Continuiamo il nostro viaggio tra i più bei giardini botanici d’Italia, dopo quello di Trieste è ora il turno di Padova.
Inaugurato nel 1545 l'Orto Botanico di Padova con i suoi 450 anni di vita si contende il primato del più antico orto botanico universitario esistente al mondo con quello di Pisa (fondato un anno prima), ma contrariamente ad esso non ha mai cambiato né la sede né l’impianto originari.
Se non si contano le specie vegetali a suo tempo introdotte in Italia per iniziativa dell’Orto patavino (magnolia, patata, girasole, gelsomino, acacia, lillà, rabarbaro per citare solo alcune delle circa 70) sono molte le piante ultracentenarie che il giardino custodisce ancora intatte.
Guest star del luogo è sicuramente la"Palma di Goethe" una palma di San Pietro (Chamaerops humilis L.) impiantata nel 1585, già ammirata dallo scrittore tedesco e nominata nel saggio “La metamorfosi delle piante“(1790).
Tra gli altri cimeli viventi segnaliamo il platano orientale (Platanus orientalis) dal tronco cavo, un maestoso esemplare di ginkgo (Ginkgo biloba) e un’imponente magnolia (Magnolia grandiflora) tutti della metà del Settecento.L’intento della Serenissima Repubblica di Venezia all’atto della fondazione del giardino botanico era quello di creare un Horto Medicinale, dove gli studenti di Medicina del corso di Lectura Simplicium potessero acquisire la pratica da speziali, oltre a coltivare e studiare dal vero le piante medicinali indispensabili per i preparati farmacologici. A quel tempo infatti tutta la conoscenza si basava sullo studio di testi antichi, e per questo gli errori d’interpretazione e di trascrizione potevano comportare l’uso di rimedi sbagliati o addirittura tossici a fini terapeutici.
Il giardino botanico si è ampliato nel tempo fino ai 22.000 mq e a pari passo con l’evoluzione della didattica delle scienze naturali e botaniche. Chi lo visita ora può apprezzare percorsi storici (anche per non vedenti) e attraverso guide multimediali scoprire tutto sulle collezioni di:
- piante autoctone, mediterranee e alpine ( Triveneto e regioni attigue)
- piante medicinali e velenose (usi contemporanei e percorso storico)
- piante grasse
- orchidee
- felci
- piante acquatiche
- piante carnivore (una delle collezioni più complete e rinomate, con un percorso didattico approfondito)
Interessante è la pianta del nucleo originario, il cosiddetto Hortus Sphaericus, opera di Daniele Barbaro e densa di riferimenti cosmologici tipicamente rinascimentali: un cerchio che misura circa 85 metri iscrive un quadrato, suddiviso geometricamente in 4 quarti con fontana centrale e 16 settori, separati da una croce di viali orientata ai 4 punti cardinali. Un muro circolare del 1522 delimita l’orto. La struttura primaria, che ricalca l’ideale di hortus conclusus, è affiancata da alcune serre ( che ospitano le collezioni di succulente, felci e 150 tipi di orchidee) e dal teatro botanico ‘800, mentre la cinta settecentesca è abbellita da quattro entrate monumentali, statue e vasche agli ingressi.
Le vasche per le acquatiche sono alimentate da acqua termale a 25 °C proveniente da una falda sotto l’orto: in questo modo anche piante esotiche come la gigantesca Victoria cruziana possono crescere con vigore nel rigido clima padano.
Nel 1997 L’Orto Botanico di Padova è stato nominato Patrimonio dell'umanità dall’UNESCO, perché “all'origine di tutti gli orti botanici del mondo”.
Un catalogo biennale dei semi (Index Seminum) qui conservati viene inviato a circa 800 Orti botanici e istituzioni di tutto il mondo; al sistema tradizionale di conservazione per bustine dal 1992 è stata affiancata la crioconservazione a -18 °C per 83 specie rare, che in questo modo rimangono vitali per più di 10 anni.
Per informazioni: Sito Università degli Studi di Padova
Tiziano Codiferro è anche su blog.codiferro.it
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